Magazzino automatico: perché (e come) le scaffalature devono essere ispezionate

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L’automazione ha cambiato il modo di gestire molte attività di magazzino. Trasloelevatori, sistemi automatici di movimentazione e software permettono di organizzare lo stoccaggio e il prelievo delle unità di carico con intervento diretto degli operatori ridotto al minimo.

Ma c’è un elemento la cui funzione non è cambiata, perché continua a sostenere fisicamente le merci: la scaffalatura.

Anche quando il magazzino è automatico, infatti, le strutture di stoccaggio devono mantenere nel tempo le caratteristiche necessarie a garantire la sicurezza. È questo uno degli aspetti considerati dalla UNI EN 15635:2009, norma tecnica dedicata all’utilizzo e alla manutenzione dei sistemi di stoccaggio statici in acciaio. La norma è attualmente in vigore e fornisce indicazioni sugli aspetti operativi rilevanti per la sicurezza strutturale delle scaffalature.

Cosa prevede la UNI EN 15635

La norma nasce da un’esigenza molto concreta: quella di proteggere la sicurezza del magazzino. Una scaffalatura infatti può essere progettata correttamente, installata secondo le specifiche e utilizzata per anni, ma nel tempo può subire danni, deformazioni o alterazioni che ne compromettono le condizioni di sicurezza.

Per questo la UNI EN 15635 definisce un sistema di gestione delle verifiche che coinvolge sia chi opera quotidianamente nel magazzino sia una figura con competenze specifiche. La UNI EN 15635 è una regola tecnica europea che stabilisce i requisiti per l’uso, la manutenzione e l’ispezione delle scaffalature metalliche nei magazzini, con l’obiettivo di prevenire i crolli e proteggere lavoratori e merci. È una norma tecnica di applicazione volontaria, che si colloca nella responsabilità generale del datore di lavoro sulla sicurezza delle attrezzature. Chi gestisce un impianto automatizzato la trova citata anche nei documenti di settore dedicati ai sistemi automatici.

Tra le attività previste dalla norma rientra il controllo visivo delle scaffalature durante l’utilizzo. L’operatore deve prestare attenzione a eventuali danni o anomalie e segnalarli alla persona responsabile della sicurezza dell’attrezzatura di immagazzinaggio, il cosiddetto PRSES.

A questo si aggiunge l’ispezione periodica della scaffalatura. La frequenza dei controlli deve tenere conto di fattori come l’intensità di utilizzo, lo stato di conservazione e l’estensione dell’impianto; la UNI EN 15635 prevede comunque che almeno una volta ogni 12 mesi un tecnico esperto affianchi il PRSES nell’ispezione periodica pianificata.

Non si tratta quindi di un controllo puramente formale. L’obiettivo è individuare tempestivamente condizioni che possono ridurre la sicurezza della struttura e intervenire prima che un danno possa evolvere in un problema più grave.

Quali rischi si possono prevenire?

Una scaffalatura è sottoposta nel tempo a sollecitazioni e possibili danneggiamenti. Nei magazzini tradizionali possono derivare, per esempio, dall’interazione con i mezzi di movimentazione o dagli urti durante le operazioni di carico e scarico. Ma anche in un sistema automatizzato la struttura rimane soggetta alle condizioni di esercizio previste per il sistema di stoccaggio.

Durante un’ispezione è quindi necessario verificare le condizioni dei diversi elementi della scaffalatura e individuare eventuali deformazioni, danneggiamenti o anomalie che possano incidere sulla sua sicurezza. La documentazione tecnica collegata alla UNI EN 15635 dedica infatti una parte specifica alla valutazione dei componenti danneggiati e alla procedura da seguire in presenza di danni.

Il valore dell’ispezione sta proprio nella possibilità di trasformare un’anomalia individuata in tempo in un intervento di gestione, anziché arrivare a una situazione in cui la stabilità della struttura possa essere compromessa.

Perché il controllo è importante anche in un magazzino automatico?

L’automazione riduce o modifica l’intervento diretto degli operatori, ma non rende la scaffalatura un elemento secondario. Al contrario, in un magazzino automatico la scaffalatura è parte integrante del sistema fisico nel quale vengono stoccate le unità di carico. La sua configurazione, le sue caratteristiche e le condizioni in cui si trova devono quindi essere mantenute coerenti con le modalità di utilizzo previste.

È importante, però, non confondere i due piani: la UNI EN 15635 riguarda la sicurezza e la manutenzione dell’attrezzatura di immagazzinaggio, non costituisce una verifica generale dell’impianto automatico. Il focus è invece preciso: la scaffalatura e le sue condizioni di sicurezza. Aspettare che una deformazione evidente o un danno importante facciano emergere un problema significa intervenire quando la situazione è già critica.

La logica della UNI EN 15635 è diversa, e si basa sul prevedere controlli sistematici, registrare le anomalie e gestirle secondo procedure definite. In questo modo l’ispezione diventa parte della manutenzione ordinaria della struttura e contribuisce a mantenere sotto controllo nel tempo le condizioni di sicurezza del magazzino. Per chi gestisce un impianto di stoccaggio, questo significa poter contare su una fotografia aggiornata dello stato delle scaffalature e avere elementi concreti su cui programmare eventuali interventi.

Per garantire che le scaffalature siano sottoposte ai controlli previsti, è importante affidarsi a personale con competenze adeguate, che possa eseguire un’attività di ispezione documentata.

Logcenter esegue le ispezioni delle scaffalature, verificando le condizioni delle strutture di stoccaggio e individuando eventuali anomalie che richiedano attenzione o interventi. In seguito, è anche in grado di offrire le soluzioni migliori per l’upgrade delle strutture e per mantenerle sempre perfettamente operative.

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